
Gigi
Lupe mantiene le
promesse fatte ai suoi
lettori e continua "ad
andare a caccia" dei
circolari.
Si
è ripromesso di
farli tutti, gustarli
come un piatto
prelibato, e porgerli su
un vassoio d'argento ai
propri affezionati
lettori.
Oppure, se si
preferisce, come un
sommelier, che assaggia
e gusta il vino, per poi
descriverne il gusto e
l'aroma.
Questa
volta siamo andati a
Viareggio a vedere
quello che hanno fatto
gli amici del Club
Straviareggio.
Costoro sono impegnati
da anni in Toscana,
nell'ambito del podismo
competitivo e non
competitivo.
La
città di
Viareggio
ha un profumo ed un
aroma buono per tutte le
stagioni.
E' sicuramente in
prevalenza estivo, ma,
anche e soprattutto col
suo Carnevale, è
un gran profumo anche
invernale; e, con il
Premio Letterario, anche
primaverile.
Sono le occasioni in cui
la cittadina versiliese
si veste con i suoi
abiti più belli e
con quelli regali.
Diventa Regina, ed anche
una delle capitali
d'Italia.
Il
Carnevale,
che affonda le sue
radici dell'humus del
carattere del
viareggino, è
presente da circa 150
anni, con quelle
grandiose sfilate di
carri allegorici.
Sono complessivamente
tra i migliori d'Italia,
e caratterizzano quella
ironia e benevolenza che
fa parte della persona
viareggina.
La
sfilata fra uno dei
più bei
"Lungomare" d'Italia
diventa sfarzo, cultura
(e cultura dello
sfarzo).
Né dobbiamo
dimenticarci della
Pineta, una delle
più belle
rinomate pinete
cittadine d'Italia
(forse la più
bella).
Tutto questo la si
può gustare (anzi
degustare) percorrendo
il percorso circolare di
Viareggio.
Si
parte dalla sede del
Club Straviareggio in
via
Leopardi.
Ci
si inoltra subito nella
Pinetina,
che d'estate dà
frescura e d'inverno
ripara dal freddo.
Numerosi podisti
affollano questo
paradiso
floro-faunistico in
piena città.
Continuamente gente in
tenuta sportiva percorre
questi sentieri di passo
e di corsa.
Ed anche questo denota
il carattere sportivo
del viareggino, e dei
suoi villeggianti.
Si
va verso
Lido
di
Camaiore
e si arriva nella piazza
dove, in una
tabaccheria, c'è
il primo
controllo.
Si
torna indietro
percorrendo il
marciapiede di tutto il
Lungomare,
assaporando la bellezza
della cittadina e di
questo lungomare, con
gli imponenti
edifici-alberghi da una
parte (quasi tutti in
stile Sabaudo), e la
sfilata di negozi
dall'altra.
Su questo mitico
vialone, chiamato Via
Carducci
dopo la morte del Grande
Poeta (che era diventato
toscano d'adozione) si
trovano numerosi
alberghi (uno più
imponente dell'altro) e
fra tutti eccelle lo
splendido "Principe di
Piemonte" eretto nel
1922. Fu a quei tempi
(Puccini era ancora
vivo), uno degli
alberghi più
esclusivi d'Italia.
Garantiva ai clienti
"uno stabilimento
balneare proprio -
ascensore - termosifone
- acqua calda e fredda
in tutte le camere -
telefono interurbano -
garage - tennis -
pattinaggio - e il
godimento della pineta",
che abbracciava da due
lati l'imponente
edificio. Un confort di
prim'ordine a quei
tempi.
Un
altro
controllo
(prima era presso
l'introvabile HP
Boutique - adesso ha
cambiato ragione
sociale), all'altezza
della
Torre
dell'Orologio.
Il Comune ha adattato
una parte di questo
marciapiede del
lungomare a pista
ciclabile, che è
percorsa continuamente
anche da pattinatori su
rotelle.
Si
raggiunge così la
darsena
(canale
Burlamacca),
dove al mattino, le
bancarelle di pesce
pescato fresco offrono
la delizia ed il profumo
delle canocchie ancora
saltellanti.
Si
percorre tutto il canale
fino al molo, il profumo
di mare e della marina
si fa più forte e
lo si può godere
in tutta la sua
intensità.
L'aria salsoiodica
prodotta dalle onde che
sbattono sui massi
è una delizia
unica.
Si arriva al molo e si
rileva il numero posto
sul faro per il
controllo.
Questo faro, o meglio
"Il Fanale", era il
punto focale della
Viareggio marinara del
tempo passato.
Aveva una piccola
campana per dare
l'allarme ove una barca,
o un travicello per il
trasporto dei marmi si
fosse trovato in
pericolo a causa delle
furiose libecciate ben
note ai viareggini.
Comunque il molo
è sempre stato
teatro del passeggio dei
viareggini che durante
le belle giornate si
spingevano ad ammirare
barche di passaggio
eleganti e
pretenziose.
Si
ritorna indietro. La
corano delle Alpi Apuane
è un panorama
spettacoloso e
spettacolare per la
vista. Le montagne
sembrano dei giganti che
si tengono per mano
danzando in onore della
Città di
Viareggio. Oppure, se si
vuole, un immensa
sfilata allegorica
carnevalesca di carri
giganti addobbati.
Si
ritorna verso gli
ambulanti di pesce che
stanno finendo la loro
profumata merce, e fanno
offerte veramente
convenienti per le
ultime canocchie. Siamo
attirati, ma ci
attendono ancora 18
chilometri di marcia.
Dove mettiamo le
canocchie? Non possiamo
certo portarcele
dietro.
Si attraversa il
ponte
levatoio
e si va verso la zona
sportiva. Numerosi bar
invitano a fermarsi per
"fare ristoro".
Si
passa dal mercato
centrale del pesce e si
percorre tutta la
"Costa
dei
Barbari".
Qui, a ridosso della
Pineta
del
Borbone,
è proibito
costruire in muratura,
ma stanno sorgendo
(è un continuo
cantiere di lavori)
tante costruzioni in
legno, con le più
svariate destinazioni,
dal ristorante, al
posteggio, al Pronto
Soccorso gestito dalla
Misericordia.
Si
entra
nell'oasi
naturalistica
della
"Lecciona".
Un vero paradiso. Tutto
è lasciato alla
natura come un tempo. La
macchia mediterranea,
capitanata dagli arbusti
di ginepro è
ancora intatta. Il mare
è talmente
limpido da sembrare una
piscina. Si vedono
persone che, d'estate,
vengono a piedi
attraversando sentieri
della pineta per fare il
bagno. Mentre d'inverno
stanno in blue-jeans
sulla sabbia per godersi
il profumo dei
cavalloni.
Per
circa due chilometri la
marcia diventa una
delizia. E' uno dei
punti più belli
del percorso e conviene
goderselo
tutto.
Il
tutto finisce in un
asfalto adibito a
parcheggio per le
macchine che vengono
dall'altra parte, da
Torre
del
Lago.
È concepito come
la "Costa dei Barbari",
con tante costruzioni in
legno adibite alle
più svariate
attività di
esercenti. D'estate
è un tratto
difficile da percorrere,
perché il sole
picchia forte e numerose
macchine litigano per
avere il parcheggio
più vicino alla
spiaggia. D'inverno va
molto meglio
perché le
macchine sono scarse e
il sole dà tepore
alla temperatura
fresca.
Si arriva alla rotonda e
si percorre il
lunghissimo vialone che
porta nell'abitato di
Torre del Lago.
La cittadina è
molto bella, costruita
esclusivamente con
villette erette nel
Novecento, dopo che il
paesino (adesso è
una cittadina, anche se
è sempre frazione
di Viareggio) divenne
famoso per aver dato i
natali a Giacomo
Puccini. E questo sommo
artista si rifugiava di
frequente nella sua
villa sul lago per
comporre le sue pagine
immortali. Si arriva in
centro, attraversando
l'Aurelia e la Ferrovia
(di recente hanno
costruito un
sottopassaggio) e si va
alla sede della
Misericordia, dove, al
bar, c'è il
timbro-controllo.
Si può fare
ristoro a base di
bevanda calda
(d'inverno) o gelato
(d'estate). E si arriva
al lago.
Tutti
i nomi delle strade sono
dedicati a Giacomo
Puccini. C'è la
via Turandot, la via
Bohème e cosi
via. La
Villa
Puccini
è purtroppo quasi
sempre chiusa. Per
poterla visitare occorre
avvisare e prenotare con
notevole anticipo.
In compenso, in mezzo
alla piazza, c'è
una significativa (e
molto bella) statua del
compositore a grandezza
d'uomo, e molti suoi
ammiratori si fanno
fotografare sotto
braccio a lui o con la
mano sopra la sua
spalla.
Una visita anche alla
Torre molto bella nella
sua imponenza.
La luce dell'acqua del
lago è singolare
ed il colore molto
romantico. Guardando
questo si capiscono
molte delle melodie del
Maestro, compreso il
coro a bocca chiusa
della Butterfly.
Si
prende il
Vialone
al contrario e si
riattraversa tutto il
paese, compreso il
sottopassaggio
ferroviario.
Si gira a destra nel
Viale
dei
Tigli,
stupenda strada nella
penombra degli alberi
nell'estate e nel verde
perenne
dell'inverno.
Cinque chilometri di
delizia della flora.
Ai lati la
lussureggiante pineta
con tutti i suoi
vialetti romantici. A
metà strada la
Villa
Borbone
splendida sede del
Premio Letterario
Viareggio. Ogni anno
convegno di cultura e di
idee letterarie dedicate
alla nostra Madre
Lingua, nata in questa
meravigliosa
regione.
Conoscendo
l'esatta lunghezza del
vialone, vi sono, per
terra sull'asfalto,
numerose segnalazioni di
frazionamento metrico,
per cui si può
conoscere in ogni
momento la distanza
effettuata e quella
rimanente.
Alla
fine del
Viale
dei
Tigli
si gira a destra e si va
verso la
Torre
Matilde.
Costruita nel 1534 sulla
costa per guardia dagli
assalti dal mare dei
Pirati (soprattutto i
Saraceni ma anche gli
inglesi, che avevano
mire sul Granducato di
Toscana) per numerosi
anni, la Torre Matilde
ha fatto il suo dovere
di guardiana della
costa. Gli uomini della
guarnigione tenevano
accesi i bracieri delle
segnalazioni e puntati i
cannoni verso il mare.
L'ultimo episodio
bellico risale al
dicembre 1813,
allorché un
migliaio di soldati
inglesi sbarcarono con
l'intenzione di marciare
su Lucca.
In seguito la Torre fu
adibita a "bagno penale"
per i condannati ai
lavori forzati. Fu poi
trasformata a "carcere
mandamentale". Alla fine
del secolo XIX vi erano
addossati numerosi
edifici (magazzini di
viveri per i detenuti,
l'abitazione del
custode, ecc.). Sulla
facciata vi sono
effigiati il Volto Santo
e l'Immacolata
Concezione, che dava il
nome alla piazza
antistante.
Ma
ormai il percorso
è finito.
La
Stazione
Ferroviaria
non è lontana
(circa 500 metri) e ivi
giunti si oblitera il
cartellino nelle
apposite macchinette per
i biglietti. È
questo l'ultimo
controllo. Attraverso le
viuzze con le
segnalazioni perfette si
raggiunge la sede della
Straviareggio.
I
riconoscimenti sono
ottimi ed adeguati,
anche se cambiano ogni
anno (a scelta un
marsupio - un porta
abbonamenti - una
maglietta, ecc.)
GIGI
LUPE
(Milano)
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